Questo libro non è un elenco di buone pratiche per vivere felici senza figli e non offre nessun consiglio. Pone, invece, una domanda.
L’autrice interroga le scelte di una generazione di donne, quella fra i trenta e i quarant’anni, a partire dall’esperienza di chi madre non è (non ancora, forse domani, o sicuramente mai). Una generazione che non è stata segnata da una presenza forte del movimento femminista, ma che dà per scontate opzioni impensabili solo trent’anni fa, come quella di preservare lo spazio di “una stanza tutta per sé”. Che vive il precariato come condizione materiale ed esistenziale e che lotta per l’autonomia economica. Ma che allo stesso tempo avverte la pressione di un immaginario in cui la femminilità è strettamente legata al materno.
Mentre svela le ambivalenze del desiderio di maternità e mentre afferma che si è donne prima che madri, il libro indaga un tipo di scelta che sembra portare il segno meno: senza figli. E che proprio per la natura negativa di quel segno appare a molti e molte, spesso anche agli occhi delle donne che la compiono, una non scelta, una scelta meno libera dell’altra. Arricchiscono il volume numerose testimonianze di donne che, con sincerità e partecipazione, raccontano la loro storia, coinvolgendo lettrici e lettori nei vari perché di una scelta libera.
Una su cinque non lo fa. Maternità e altre scelte, Eleonora Cirant, Franco Angeli
Una su cinque non lo fa – maternità e altre scelte
Non sta succedendo a me
Questo articolo è il primo di un’inchiesta multifirma del Corriere della Sera sulla violenza sulle donne. In queste settimane pubblicheremo su La 27ora sia gli articoli usciti sul giornale, sia una serie di post per approfondire un tema così delicato. Attraverso testimonianze, storie, commenti, statistiche, appelli. E, naturalmente, attraverso il commento di voi lettori. Sul blog, su Facebook e su Twitter con l’hashtag #nonsuccedeame.
Quando i vicini di casa sono entrati, Luisa aveva il viso sul tavolo della cucina, il suo ex compagno le impediva di muoversi. «Ricordo che uno di loro ha guardato il coltello del pane sul lavello: ha pensato che avrebbe potuto ammazzarmi». Ora Luisa, 38 anni, toscana, lo racconta «senza vergogna». Nel momento peggiore aveva addirittura perso la voce. «Un’afonia senza spiegazioni, secondo i medici. Non riuscivo a dire a nessuno quello che mi era capitato. Non riuscivo nemmeno a capacitarmi che fosse successo a me: noi eravamo persone normali».
Spesso i maltrattamenti vanno avanti per anni, prima che le donne riescano a lasciarsi alle spalle queste situazioni angosciose. Oppure si concludono con un omicidio: succede ogni tre giorni, in Italia. I cosiddetti «raptus» sono rari: nel 70% dei casi gli uomini uccidono dopo lunghi periodi di vessazioni e stalking.
Il compagno di Luisa è un dirigente d’azienda. All’inizio è un idillio, poi arrivano le botte:
«La prima volta è stato perché avevo messo al posto sbagliato un mestolo. Sento ancora il rumore dei colpi sulle orecchie. Dopo mi ha detto: mi devi ringraziare, ti ho picchiata dove hai i capelli, così non si vede».
[ Leggi tutto ... ]
Quando i vicini di casa sono entrati, Luisa aveva il viso sul tavolo della cucina, il suo ex compagno le impediva di muoversi. «Ricordo che uno di loro ha guardato il coltello del pane sul lavello: ha pensato che avrebbe potuto ammazzarmi». Ora Luisa, 38 anni, toscana, lo racconta «senza vergogna». Nel momento peggiore aveva addirittura perso la voce. «Un’afonia senza spiegazioni, secondo i medici. Non riuscivo a dire a nessuno quello che mi era capitato. Non riuscivo nemmeno a capacitarmi che fosse successo a me: noi eravamo persone normali».
Spesso i maltrattamenti vanno avanti per anni, prima che le donne riescano a lasciarsi alle spalle queste situazioni angosciose. Oppure si concludono con un omicidio: succede ogni tre giorni, in Italia. I cosiddetti «raptus» sono rari: nel 70% dei casi gli uomini uccidono dopo lunghi periodi di vessazioni e stalking.
Il compagno di Luisa è un dirigente d’azienda. All’inizio è un idillio, poi arrivano le botte:
«La prima volta è stato perché avevo messo al posto sbagliato un mestolo. Sento ancora il rumore dei colpi sulle orecchie. Dopo mi ha detto: mi devi ringraziare, ti ho picchiata dove hai i capelli, così non si vede».
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Difendiamo la legge 194
LA RISPOSTA DI SNOQ CITTA': RISPETTO PER LE DONNE, LA LEGGE 194 NON SI TOCCA!
I comitati territoriali "se non ora, quando?" rispondono con fermezza alla manifestazione romana del movimento per la vita del 13 maggio 2012, la 194 non si tocca,anzi va applicata!
Sono scesi in piazza contro le donne, dichiarandosi paladini della vita.
Il 13 maggio a Roma sono scesi in pazza contro la 194: la legge dal titolo "Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza" che era nata per debellare la piaga dell'aborto clandestino, e grazie alla quale gli aborti sono diminuiti del 60%.
Si chiamano movimento per la vita, si appellano alla difesa della vita, ma fingono di non sapere il prezzo pagato dalle donne negli anni precedenti alla legge 194: l’aborto clandestino, la mancanza di informazione sulla contraccezione, la mancanza di quei consultori che ora sono sotto attacco.
Hanno sfilato tenendo alta la fiaccola ideale della salvaguardia della vita, fingendo di non sapere che proprio l'applicazione di questa legge previene e riduce gli aborti.
Sono scesi in piazza, e avevano al loro fianco il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che ha svilito la propria carica per calcoli politici.
Le donne dicono basta: nessuno tocchi la legge 194, nessuno tocchi la nostra salute, nessuno tocchi la nostra autodeterminazione.
Nessuno si azzardi più a chiamare "assassine" le donne che abortiscono.
Chi è davvero "contro l'aborto" difenda la 194.
Siamo pronte a dare battaglia: per la legge e la sua applicazione.
Per consultori funzionanti in tutto il territorio.
Per una corretta informazione ed educazione sessuale.
Dalla parte delle donne e delle loro scelte.
Vogliamo rispetto.
- SNOQ CITTA'
- comitato 13 febbraio ancona snoq[/list]
- rete donne cremona senonoraquando[/list
- comitato "se non ora, quando?" Reggio Calabria[/list]
- SNOQ Milano
- SNOQ Firenze
- LE DONNE DEL 13 FEBBRAIO Comitato Se Non Ora Quando SIENA
- Comitato SNOQ NAPOLI
- comitato se non ora quando Pescara
- comitato Senonoraquando Roma
- associazione Usciamo dal silenzio
- se non ora quando Mantova
- 194 ragioni Mantova
- Disuguali Donne Diritti Violenza
- centro donna padova
- SNOQ Sud Milano
- SNOQ Massa
per le adesioni al documento: https://www.facebook.com/groups/196161910498079/
Invitiamo inoltre tutti a mandare il documento all'indirizzo mail del sindaco di Roma:
sindaco@comune.roma.it
I comitati territoriali "se non ora, quando?" rispondono con fermezza alla manifestazione romana del movimento per la vita del 13 maggio 2012, la 194 non si tocca,anzi va applicata!
Sono scesi in piazza contro le donne, dichiarandosi paladini della vita.
Il 13 maggio a Roma sono scesi in pazza contro la 194: la legge dal titolo "Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza" che era nata per debellare la piaga dell'aborto clandestino, e grazie alla quale gli aborti sono diminuiti del 60%.
Si chiamano movimento per la vita, si appellano alla difesa della vita, ma fingono di non sapere il prezzo pagato dalle donne negli anni precedenti alla legge 194: l’aborto clandestino, la mancanza di informazione sulla contraccezione, la mancanza di quei consultori che ora sono sotto attacco.
Hanno sfilato tenendo alta la fiaccola ideale della salvaguardia della vita, fingendo di non sapere che proprio l'applicazione di questa legge previene e riduce gli aborti.
Sono scesi in piazza, e avevano al loro fianco il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che ha svilito la propria carica per calcoli politici.
Le donne dicono basta: nessuno tocchi la legge 194, nessuno tocchi la nostra salute, nessuno tocchi la nostra autodeterminazione.
Nessuno si azzardi più a chiamare "assassine" le donne che abortiscono.
Chi è davvero "contro l'aborto" difenda la 194.
Siamo pronte a dare battaglia: per la legge e la sua applicazione.
Per consultori funzionanti in tutto il territorio.
Per una corretta informazione ed educazione sessuale.
Dalla parte delle donne e delle loro scelte.
Vogliamo rispetto.
- SNOQ CITTA'
- comitato 13 febbraio ancona snoq[/list]
- rete donne cremona senonoraquando[/list
- comitato "se non ora, quando?" Reggio Calabria[/list]
- SNOQ Milano
- SNOQ Firenze
- LE DONNE DEL 13 FEBBRAIO Comitato Se Non Ora Quando SIENA
- Comitato SNOQ NAPOLI
- comitato se non ora quando Pescara
- comitato Senonoraquando Roma
- associazione Usciamo dal silenzio
- se non ora quando Mantova
- 194 ragioni Mantova
- Disuguali Donne Diritti Violenza
- centro donna padova
- SNOQ Sud Milano
- SNOQ Massa
per le adesioni al documento: https://www.facebook.com/groups/196161910498079/
Invitiamo inoltre tutti a mandare il documento all'indirizzo mail del sindaco di Roma:
sindaco@comune.roma.it
Approvata alla Camera Legge per il riequilibrio della rappresentanza di genere
8 maggio 2012: approvata alla Camera, a grandissima maggioranza, la legge sul riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte delle regioni e degli enti locali
l'8 marzo di quest'anno il Senato aveva approvato con larga maggioranza (164 voti favorevoli, 3 contrari e 45 astenuti) la mozione unitaria sul riequilibrio della rappresentanza politica, impegnandosi ad «avviare un percorso volto a promuovere, in tempi rapidi, l’esame, e l’eventuale approvazione da parte dell’Assemblea, di disegni di legge in materia di accesso alle cariche elettive in condizioni di parità tra donne e uomini, nell’ambito della legislazione elettorale, per le circoscrizioni comunali, per i Comuni, per le Città metropolitane, per le Province, per le Regioni a statuto ordinario e speciale laddove non previsto, per la Camera dei deputati e per il Senato della Repubblica».
Il Governo si impegnava così a «sostenere, nel corso dell’esame dei disegni di legge di riforma del sistema elettorale, iniziative parlamentari finalizzate all’introduzione di un principio di non discriminazione che assicuri un’equilibrata rappresentanza di entrambi i generi e consenta il superamento di criteri improntati alla discrezionalità da parte dei partiti».
Ieri, 8 maggio, la Camera dei Deputati ha esaminato il testo unificato dei progetti di legge “Disposizioni per promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali; disposizioni in materia di pari opportunità nella composizione delle commissioni di concorso nelle pubbliche amministrazioni”.
Ecco il dossier della Camera:
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l'8 marzo di quest'anno il Senato aveva approvato con larga maggioranza (164 voti favorevoli, 3 contrari e 45 astenuti) la mozione unitaria sul riequilibrio della rappresentanza politica, impegnandosi ad «avviare un percorso volto a promuovere, in tempi rapidi, l’esame, e l’eventuale approvazione da parte dell’Assemblea, di disegni di legge in materia di accesso alle cariche elettive in condizioni di parità tra donne e uomini, nell’ambito della legislazione elettorale, per le circoscrizioni comunali, per i Comuni, per le Città metropolitane, per le Province, per le Regioni a statuto ordinario e speciale laddove non previsto, per la Camera dei deputati e per il Senato della Repubblica».
Il Governo si impegnava così a «sostenere, nel corso dell’esame dei disegni di legge di riforma del sistema elettorale, iniziative parlamentari finalizzate all’introduzione di un principio di non discriminazione che assicuri un’equilibrata rappresentanza di entrambi i generi e consenta il superamento di criteri improntati alla discrezionalità da parte dei partiti».
Ieri, 8 maggio, la Camera dei Deputati ha esaminato il testo unificato dei progetti di legge “Disposizioni per promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali; disposizioni in materia di pari opportunità nella composizione delle commissioni di concorso nelle pubbliche amministrazioni”.
Ecco il dossier della Camera:
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La violenza sulle donne: un eccidio Perché non turba quanto dovrebbe?
Non vorrei che per decidere se si tratti di femminicidio o meno, ci si perda in discussioni inutili, dividendoci come facciamo sempre, ciascuna arroccata nelle sue sicurezze.
Non ha importanza che nome diamo a questo eccidio. L’importante è trovarsi d’accordo che si tratta di un massacro. E che cerchiamo di capire perché la coscienza sociale non ne sia turbata quanto dovrebbe.
E perché si tenda a considerarlo un evento che riguarda solo il carnefice e la vittima, come se l’intero tessuto sociale non fosse ferito e colpito gravemente da questa carneficina.
Apriamo il giornale con trepidazione ogni mattina, sapendo purtroppo che a giorni alterni, saremo messi di fronte alla notizia di una giovane donna che avendo detto no a suo marito, al suo fidanzato, al suo amante, è stata trucidata. Ieri, oggi, domani. Troppe mani maschili si accaniscono contro le donne «amate», pronte a cacciare loro in corpo decine di coltellate o a strangolarle o a prenderle a forbiciate, per poi gettarle giù da un ponte, dentro un fosso, convinti che nessuno li scoprirà mai.
Alla faccia dell’amore!
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Non ha importanza che nome diamo a questo eccidio. L’importante è trovarsi d’accordo che si tratta di un massacro. E che cerchiamo di capire perché la coscienza sociale non ne sia turbata quanto dovrebbe.
E perché si tenda a considerarlo un evento che riguarda solo il carnefice e la vittima, come se l’intero tessuto sociale non fosse ferito e colpito gravemente da questa carneficina.
Apriamo il giornale con trepidazione ogni mattina, sapendo purtroppo che a giorni alterni, saremo messi di fronte alla notizia di una giovane donna che avendo detto no a suo marito, al suo fidanzato, al suo amante, è stata trucidata. Ieri, oggi, domani. Troppe mani maschili si accaniscono contro le donne «amate», pronte a cacciare loro in corpo decine di coltellate o a strangolarle o a prenderle a forbiciate, per poi gettarle giù da un ponte, dentro un fosso, convinti che nessuno li scoprirà mai.
Alla faccia dell’amore!
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